Le città di tutto il mondo si stanno surriscaldando. Le ondate di calore stanno diventando sempre più frequenti e intense, e oltre 100 città registrano già temperature superiori ai 50°C per cinque o più giorni all'anno. Con l'aumento delle temperature emergono rischi concreti per la salute umana e la produttività economica, ma anche l'opportunità di ripensare il ruolo della progettazione urbana.
Le aree urbane sono spesso più calde rispetto alle zone rurali circostanti a causa del fenomeno dell'isola di calore urbana, in cui la riduzione della vegetazione e delle risorse idriche contribuisce all'aumento delle temperature. I residenti a basso reddito, le persone che lavorano all'aperto, i bambini e gli anziani sono particolarmente vulnerabili ai rischi per la salute legati all'esposizione al calore. Ogni anno quasi mezzo milione di persone muore per cause correlate al calore.
Questo rende fondamentale per le città adattare la propria progettazione e infrastruttura per migliorare la sicurezza e la resilienza. Per le città in cui il calore fa parte da tempo della vita quotidiana, sono già in atto strategie a breve e lungo termine.
Le decisioni relative a strade, pavimentazioni, ombreggiatura, alberi e acqua possono tutte influire sulle temperature. Le città possono puntare su infrastrutture "verdi" o "blu" che sfruttano la natura per gestire i cambiamenti climatici, mentre le infrastrutture "grigie", costruite dall'uomo, possono anch'esse contribuire al raffrescamento. Altre città stanno dando priorità all'educazione e alla sensibilizzazione sui pericoli del calore. Nel loro insieme, questi interventi offrono insegnamenti preziosi per le altre aree che guardano al proprio futuro climatico.
Phoenix, USA: l'ombra come infrastruttura principale

Phoenix è la città più calda degli Stati Uniti, con temperature diurne che in estate superano regolarmente i 43°C. Le autorità cittadine stanno puntando sull'ombreggiatura come strategia per far fronte al calore estremo. L'iniziativa contribuisce, tra l'altro, a compensare la perdita della copertura arborea che si è ridotta nel corso degli anni.
Un piano denominato "Shade Phoenix" prevede l'utilizzo di alberi e strutture ombreggianti per offrire sollievo. L'iniziativa prevede la messa a dimora di 27.000 nuovi alberi e l'installazione di 550 strutture ombreggianti. La città sta inoltre collaborando con artisti locali per realizzare strutture ombreggianti sui marciapiedi per i pedoni, che fungono anche da opere d'arte pubblica. La maggior parte degli investimenti è destinata alle comunità a reddito medio-basso e medio.
L'ombra è uno strumento potente contro il calore: abbassa le temperature dell'aria, protegge le persone dallo stress termico e preserva le infrastrutture dalla costante esposizione al sole.
Dhaka, Bangladesh: i tetti freschi a beneficio degli edifici
Gli insediamenti informali di Dhaka che utilizzano coperture in lamiera ondulata sono particolarmente vulnerabili al calore. L'elevata densità abitativa e la scarsità di spazi verdi aggravano i rischi nella capitale del Bangladesh.
I "tetti freschi" hanno mostrato risultati promettenti nel ridurre le temperature interne durante uno studio pilota condotto in città. Le coperture di edifici come scuole e complessi residenziali sono state trattate con vernice riflettente per ridurre l'assorbimento della luce solare.
Secondo i risultati dello studio, questi tetti hanno ridotto le temperature interne dell'aria di quasi 8°C durante i picchi di calore. Hanno inoltre mantenuto le temperature interne più basse rispetto a quelle esterne, cosa che in precedenza non avveniva.
I tetti freschi trovano ampia applicazione nelle città calde per ridurre i costi energetici e migliorare il comfort. I ricercatori indicano questo intervento come conveniente e scalabile.
Atene, Grecia: l'informazione come strumento di preparazione

Atene è stata la prima città europea a nominare un responsabile per il calore, con il compito di affrontare le ondate di calore e l'aumento delle temperature. Poiché si prevede che il numero di giorni di ondata di calore nella città raddoppierà entro il 2050, la città ha orientato la propria attenzione verso la sensibilizzazione e la preparazione.
Atene classifica le ondate di calore in base al livello di rischio. Le allerte avvisano i cittadini e i servizi comunali di prepararsi, in particolare coloro che lavorano con le comunità vulnerabili. Un'app offre inoltre ai cittadini informazioni in tempo reale sul calore e sulle risorse disponibili, incluse le location dove recarsi per trovare refrigerio. La città incoraggia le persone a restare in casa durante le ore più calde della giornata e fornisce ulteriori consigli per gestire il calore.
Parte della strategia cittadina consiste nel sensibilizzare sul fatto che le ondate di calore sono letali, anche se spesso le persone ne sottovalutano i rischi. Organizzazioni internazionali promuovono una maggiore educazione sui rischi legati al calore, in aumento con l'intensificarsi delle ondate. Strategie semplici, come mantenersi idratati, possono contribuire a salvare vite umane.
Medellín, Colombia: i corridoi verdi

Conosciuta come la "Città dell'Eterna Primavera", Medellín non è forse la città più calda della Colombia, ma decenni di sviluppo urbano hanno portato a un peggioramento dell'effetto isola di calore urbana e a un aumento dell'inquinamento atmosferico. Le autorità cittadine hanno risposto intervenendo contro il progressivo aumento delle temperature.
La città ha creato decine di spazi interconnessi ricchi di decine di migliaia di alberi e piccole piante, noti come corridoi verdi. L'iniziativa ha incluso la formazione di residenti svantaggiati come giardinieri e piantatori.
Strade e corsi d'acqua sono stati trasformati in una rete di spazi che riducono il rumore e l'inquinamento. Da allora Medellín ha registrato un calo delle temperature di 2°C. L'iniziativa può essere considerata un modello di utilizzo della natura per contrastare il calore e ridurre gli impatti dell'urbanizzazione.
Freetown, Sierra Leone: milioni di alberi piantati
Freetown è calda tutto l'anno e destinata a diventarlo ancora di più. Lo stress termico rappresenta un rischio per l'economia della città, dove molte persone svolgono lavori fisicamente impegnativi all'aperto. E la capitale della Sierra Leone sta puntando sugli alberi come soluzione.
La campagna "Freetown the Treetown" mira a piantare 5 milioni di alberi entro il 2030. Questa iniziativa di riforestazione è guidata dalla comunità e prevede la partecipazione dei residenti nella coltivazione e nella messa a dimora delle piante, creando al contempo opportunità di lavoro locale. Freetown sta piantando alberi in modo strategico per ridurre lo stress termico, con particolare attenzione a strade, scuole e abitazioni. Il progetto include anche una componente digitale: ogni albero viene etichettato e monitorato per raccogliere dati e misurare i progressi.
Gli alberi offrono da sempre numerosi vantaggi nelle aree urbane, come la riduzione delle temperature dell'aria e delle superfici, l'ombreggiatura e il miglioramento della qualità dell'aria. Freetown mette alla prova questi benefici su larga scala, collaborando con le comunità locali e analizzando i progressi per ridurre il rischio climatico.
Strategie per il futuro
Le città che si preparano a un futuro più caldo devono considerare una gamma di strategie per proteggere i residenti e pianificare il domani, dagli interventi immediati agli sforzi a lungo termine.
Informare i residenti sui pericoli del calore e sulle ondate di calore imminenti, come avviene ad Atene, è uno strumento efficace per costruire consapevolezza. Le iniziative di Freetown e Medellín per rafforzare l'ambiente naturale contribuiscono a contrastare l'effetto isola di calore urbana. Phoenix e Dhaka mostrano le possibilità offerte dalle strutture e dagli adattamenti artificiali per mantenere temperature più fresche.
Combinare i benefici della natura, delle infrastrutture e dell'educazione pubblica può migliorare la salute, la produttività e la qualità della vita negli ambienti urbani.



