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Nel 2022, i Royal Academy Architecture Awards hanno premiato un'architetta francese di 92 anni che ha completamente ridisegnato il volto della periferia parigina con ben 2.000 edifici realizzati durante la sua carriera, pur rimanendo largamente sconosciuta a livello internazionale: Renée Gailhoustet.
Nell'annunciare Gailhoustet come vincitrice di questo prestigioso premio, Farshid Moussavi, Presidente della Giuria, ha elogiato la sua prolifica e influente carriera: "I risultati di Renée Gailhoustet vanno ben oltre ciò che viene prodotto oggi come edilizia sociale o economica. Il suo lavoro ha un forte impegno sociale che unisce generosità, bellezza, ecologia e inclusività."
Filosofia, forma e funzione: prime esperienze, stile e influenze

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Il percorso di Renée Gailhoustet verso l'architettura non è stato convenzionale. Nata nel 1929 a Orano, in Algeria, il suo primo approccio al mondo accademico è stato attraverso la filosofia. Questa prima esposizione al pensiero critico e all'esplorazione di questioni fondamentali ha plasmato il suo approccio al design negli anni successivi.
Tuttavia, il suo amore per la forma e la funzione l'ha portata all'École Nationale des Beaux-Arts de Paris, dove si è laureata nel 1961, in un mercato del lavoro dove c'erano pochissime donne nell'architettura. Il mondo del design spesso relegava le donne a un ruolo di supporto, sminuendo i loro contributi etichettandole come "architette-compagne" dei loro colleghi maschi. Tuttavia, anche se Gailhoustet è rimasta relativamente nell'ombra, la sua visione e i suoi progetti erano tutt'altro che inosservati.
Lo stile architettonico di Gailhoustet sfuggiva a una facile categorizzazione. Mentre i suoi primi lavori mostravano i tratti distintivi del movimento Brutalista, con il cemento a vista e le forme geometriche, non si accontentava di seguire semplicemente le tendenze.
La sua vera passione era la creazione di spazi che servissero uno scopo sociale. La funzionalità e l'abitabilità per i residenti erano fondamentali. Questo si manifestava nel suo rifiuto dei blocchi di appartamenti tutti uguali in favore di strutture a terrazza che favorivano il senso di comunità e offrivano un collegamento con l'esterno.
Opere notevoli: una vita dedicata a plasmare le periferie parigine
Non appena iniziò a lavorare come architetta, Renée Gailhoustet trovò la sua vocazione nel spesso disprezzato mondo dell'edilizia sociale parigina. Mentre i suoi contemporanei producevano monotoni grattacieli, Gailhoustet immaginava un tipo di ambiente diverso e ha dedicato la sua carriera a promuovere migliori condizioni di vita per i residenti delle periferie parigine.
Il suo lavoro nel quartiere di Ivry-sur-Seine ne è un esempio emblematico. Qui, in collaborazione con l'architetto Jean Renaudie, ha progettato un complesso che sfidava il tipico modello a torre. Al contrario, edifici a terrazza con spazi aperti favorivano il senso di comunità e offrivano ai residenti un vitale collegamento con l'esterno.
Il centro città di Ivry-sur-Seine, che comprende le torri Raspail, Lénine, Jeanne Hachette e Casanova, insieme al complesso Spinoza e agli edifici a terrazza come Le Liégat e Marat, portano tutti l'impronta di Gailhoustet. Queste diverse strutture contribuiscono all'atmosfera vivace e orientata alla comunità del quartiere.
Ancora più notevolmente, Gailhoustet è stata una pioniera nel design sostenibile. Molto prima che i tetti verdi diventassero mainstream, li ha incorporati nei suoi progetti. Questi "tetti viventi" non solo miglioravano l'estetica dei suoi edifici ma fornivano anche benefici ambientali come la gestione dell'acqua piovana e un migliore isolamento.
Il suo impegno per la responsabilità sociale e le pratiche sostenibili la rende una vera precorritrice del moderno movimento verso un'architettura socialmente consapevole ed ecologicamente responsabile.
"Merci Renée": Un'Eredità Continua di Design Socialmente Consapevole
Lo stile di Gailhoustet era una combinazione unica di coscienza sociale, design incentrato sull'uomo e impegno per pratiche sostenibili.
Nel suo libro, "La Politesse des Maison", il cui titolo si traduce in italiano come "La Cortesia delle Case", Gailhoustet scrisse: "L'abitazione non è un prodotto, come vorrebbero farci credere sviluppatori e tecnocrati. Tutti gli abitanti possono arricchire questo vocabolario e intraprendere una conversazione con gli architetti – quegli artigiani della materia difficile: lo Spazio."
Per dimostrare il suo impegno e la sua passione per l'edilizia sociale, Gailhoustet ha vissuto nei progetti che ha realizzato dagli anni '60 fino alla sua morte nel 2023 -- pochi mesi dopo aver vinto il Royal Academy Architecture Award 2022.
L'impatto di Gailhoustet nelle comunità di edilizia sociale che ha costruito è stato così sentito e profondo che, come riporta Le Monde, il giorno dopo la sua morte, i residenti si sono riuniti, candele in mano, sotto uno striscione che recitava: "Merci Renée".



